CALEIDOSCOPIO

Tutte le cose sono numeri

Tutte le cose sono numeri

Tutte le cose sono numeri diceva Pitagora.

Oggettivamente la specie umana ha sempre catalogato l'universo in base ai numeri e alle loro relazioni.

Personalmente passo le mie giornate a "misurare" ogni cosa.

Da bambina contavo le figurine dei personaggi del mio cartone animato preferito, contavo i giorni che mancavano al mio compleanno, o che mi separavano dal Natale per ricevere i regali.

Da ragazza controllavo in maniera molto attenta i chilogrammi e i centimetri del mio corpo, i passi che facevo per smaltire le calorie, all'università gli esami che mancavano alla laurea.

Come adulta segno i chilometri che percorro in autostrada, i caffè che bevo ogni giorno, i primi capelli bianchi che spuntano, il numero di contratti che chiudo, le rate del mutuo, la marginalità che sviluppo, ....

Tutti, ma proprio tutti, che siamo portati per la matematica o no, dobbiamo "fare i conti" con i numeri tutti i giorni, tutto il giorno.

Tutta questa premessa nasce da una domanda che spesso mi pongo: se siamo predisposti a misurare tutto, perché nelle aziende i nostri collaboratori fanno così tanta fatica a disciplinarsi agli obiettivi e alla compilazione dei report che li attestano?

La realtà è fatta di numeri, grazie al buon Pitagora è noto a tutti che il confronto con la quotidianità è un confronto basato sulle cifre: dalla spesa, alla benzina ai costi di un'azienda.

Chi tutti i giorni fa impresa è consapevole del fatto che ci sono parametri numerici imprescindibili per la vitalità dell'azienda: costi, ricavi, ebitda, etcccc.

Ai nostri collaboratori chiediamo dunque dei numeri con i quali confrontarsi mensilmente, trimestralmente o con cadenza annuale.

Ad esempio, alla produzione chiediamo di produrre più pezzi in maniera più efficiente, all'ufficio tecnico chiediamo di produrre distinte efficaci e standardizzate, ai commerciali chiediamo di portarci un congruo numero di clienti e un fatturato ben spalmato per fascia di prodotto e mercato, all'amministrazione chiediamo di portarci i dati nei tempi giusti per decidere, agli acquisti chiediamo di ordinare al prezzo migliore e nel tempo più breve, al magazzino di gestire in maniera efficiente le scorte, etccc...

Il capoverso che precede può sembrare ridondante per la propria banalità: "che senso ha elencare i parametri con i quali le funzioni aziendali si devono misurare ogni giorno?" La risposta è semplice: fare formazione vuol dire lavorare sulle attività banali perché diventino e rimangano scontate.

In realtà spesso nelle aziende non solo siamo in ritardo con gli obiettivi misurabili che ci diamo, ma aspetto ben più grave, spesso troviamo difficoltà nel quantificare definire e documentare gli obiettivi da perseguire.

Dopo tanti anni di lavoro, mi sono chiesta perché in molte aziende il confronto col numero viene raggirato o vissuto male.

Che cosa spinge i commerciali a non compilare o a inviare in ritardo i report? Perché si smette di annotare con costanza le non conformità? Perché non risaliamo sempre alle cause dei ritardi?

Insomma, quando il confronto con il numero diventa opinabile e procrastinabile?

La risposta a questa domanda è altrettanto semplice: quando il numero perde di valore e significato per noi.

Contiamo solo "i numeri che contano per noi", quelli che in qualche modo misurano la nostra crescita.

Tutto ciò premesso, come agire per "far tornare i numeri" in azienda?

  1. Il leader (titolare, direttore generale, etc) ha il dovere di dare dei parametri ad ogni funzione. Non dare dei parametri significa non essere interessati a quantificare la crescita dei collaboratori e quindi lasciarli in balìa della quotidianità;

  2. Il leader ha il compito di trasferite il valore della parametrazione in azienda, non solo ai fini della vitalità della stessa (e quindi ai fini di scatenare una forte responsabilità collettiva nei confronti del risultato finale), ma soprattutto per quanto esplicato nel punto precedente: ossia favorire la motivazione personale alla crescita e al miglioramento continuo;

  3. Occorre definire obiettivi misurabili, realistici e di valore;

  4. È fondamentale che i leader aziendali verifichino costantemente la crescita attraverso il confronto con i numeri. Il mancato controllo dei risultati intermedi fa passare un messaggio di "non interesse" nei confronti della squadra e quindi si crea incoerenza tra scopi e agire quotidiano che a lungo andare sfoceranno in demotivazione e improduttività.

Concluderei dicendo: tutte le cose sono numeri, ma se non sappiamo attribuire il giusto "valore" ai numeri, la realtà non solo non cambia, ma ci fagocita.

Conosci te stesso!

Chiara Pulzato

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